"spostaMenti" davor ciglar | anne leighton massoni

PDFStampaE-mail Mercoledì 23 Giugno 2010 11:39

Eventi artistici passati

 

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Spostamenti

 

La memoria e i suoi percorsi, le sue varie espressioni. I lavori fotografici di Anne Leighton Massoni esplorano il “Ricordo”. Ricordi di storie mai accadute, di racconti non raccontati, naviganti liberi della propria immaginazione. Anna propone un presente sospeso, con assenze che evocano la presenza di qualcuno o di qualcosa fuori del normale fluire del tempo. I suoi lavori mostrano una scena arredata con la memoria che si sposta lungo una linea retta trascendendo lo spazio e il tempo e continuando a tenere dentro di se il segreto del non detto, lasciando lo spettatore solo ad intuire il racconto.

Altra memoria viene proposta nei lavori di Davor Ciglar. Una varietà di materiali si fondono negli spazi in una architettura organica ed astratta. La memoria si dissolve dentro le superfici che l'hanno assorbita e trasformata. E' una memoria auto-­referenziale che in ogni lavoro si decompone per poter riemergere e riproporsi come qualcosa di nuovo. Nel rapporto con la memoria di Davor, il non‐ricordo è il punto di liberazione, la bambola di sale che si scioglie nell’oceano per riemergere dal profondo sotto un'altra forma. Nei suoi lavori gli spazi vuoti, le aperture, i tagli sono tracce di silenzio, mentre tutto intorno è in atto una rappresentazione. Nel processo di lavoro le qualità dei vari materiali, come la carta, il metallo, il legno, la cera, i pigmenti e i loro valori cromatici diventano un suono o una parola nuova.

 

Struttura congiunta

Anne Leighton Massoni e Davor Ciglar compongono insieme due metà della stessa storia. Presenze, assenze, residui delle vite vissute o forse vite perse e dimenticate. Massoni, nella sua metà, presenta un’unica linea di testo che si ripete su superficie color lavanda. In essa l'identità del “fattore” rimane incerta, sta all'osservatore determinare l'autore o forse essere l'autore. Il testo (non) ha confini fisici, si espande nello spazio a volte caotico, a volte chiaro -­ non dissimile dal corso di una vita. Ciò che si presenta con parole confuse è sottratto al contesto dall'osservatore, per poi fondersi nel mare delle immagini infuse di una nostalgia che non lascia conseguenze personali.

Nell’altra metà, quella di Ciglar, la presenza è impressa nella superficie di una serie di letti ancora disfatti. Da quando? Saranno forse ancora caldi dei corpi che gli hanno impresso le tracce? La nozione del tempo nella mente dell’osservatore è lasciata incerta. Sopra i letti, le pagine dei libri lasciati aperti sono sfogliate dal vento. Forse qualcuno tornerà presto o forse da qualche tempo non c'è. L'osservatore è come un testimone della memoria di un’esistenza. Si parla della anamnesi, suggerendo forse più domande che risposte ­‐ più una vasta estensione che il dettaglio.

In comune è ciò che rimane della giornata, il sonno.

 

Installazione narrativa di Claudio Borgoni

Ricordi impalpabili nell’aria. Voci nascoste e sottili, pensieri già vissuti, parole sussurrate. Memoria del tempo presente, in atto nell’attimo successivo al pensiero. E’ già memoria, per chi ha ascoltato è già un ricordo. Per chi racconta il ricordo è presente. Così la memoria svanisce e il ricordo vibra nell’aria nell’attesa di altre orecchie. Tutto così è presente. Tre attrici con voce sussurrata ricordano i ricordi: Valeria Bassi, Laura Mariottini, Francesca Lazzeri

 

per maggiori informazioni sugli artisti visitare: www.davorciglar.com & www.annemassoni.com

 

 

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