produzione ilCAntinonearte 2007 -2008
Dim lights Embed Embed this video on your site
regia Claudio Borgoni
con Valeria Bassi, Alessandra Camozzi, Franca Cugusi
scene Claudio Borgoni
immagini video Claudio Borgoni e Amedeo Vitale
con la collaborazione di Davor Ciglar
costumi “Cambio d’ abito” – Montepulciano (SI)
Ecco il buio filtra dalle fessure. Non riesco a contenerlo, non riesco a contenere la mia vita
Sopraffatta dal sonno e dalla veglia in una finta camera d’ospedale Lei ha molte cose da dire. Vorrebbe alzarsi, vestirsi, uscire. Non può. Vorrebbe giocare, ballare, ridere. Non può. Vorrebbe amare, essere amata, capire ed essere capita. Non può.
Scinde se stessa e trova la sua compagnia, e l’una diventa tre, tre donne in una.
Ognuna ha molte cose da dire ed ora le dice, può dirle. Sul suo letto di finto ospedale, si racconta, balla, ride e si toglie una ad una le maschere della vergogna. Borghese nei tratti, borghese nei modi, irriducibile nelle parole. Straccia i sentimenti, calpesta le banalità, sradica i pregiudizi, si trasforma in eroina del pensiero e le parole diventano fulmini, vento, uragano, carezze. Senza cambiarsi e voler cambiare.
Tutto non passa ma Lei non si perde. Al di fuori del suo piccolo mondo malato c’è un mondo alla deriva, un umanità in guerra. Lei ora può, aprire le porte e marciare contro l’assurdità del nulla.
LO SPETTACOLO
Nella messinscena, il testo evocativo della Plath si incontra con una partitura fisica forte e strutturata di azioni e movimenti, che si muove continuamente assieme alle parole e, a seconda dei momenti, le sottolinea, le contrasta, le evidenzia o cerca di metterle in secondo piano. Le tre attrici, corpi mobili in una scenografia platinata, quasi un’installazione pop-art, rimangono intrappolate sul letto inclinato, al centro della scena, per tutto il primo atto, replicate nelle immagini della proiezione che le bagna dall’alto. Anche nel secondo atto breve, dove la scenografia si sfalda, i loro movimenti, le loro danze rimangono limitate, centrate intorno ad un tavolo da thè impeccabilmente apparecchiato. Il testo erompe dai corpi, dalle voci e si scontra con l’estetismo estremo della scatola scenica che lo accoglie, costruita forse per contenerlo o forse per esaltarne la forza.
NOTE
Sull'autrice
Sylvia Plath, (Boston, 27 ottobre 1932 - Londra, 11 febbraio 1963) è stata una poetessa e scrittrice statunitense di romanzi e di racconti.
Autrice anche di numerosi saggi, è conosciuta soprattutto per il suo romanzo semi-autobiografico La campana di vetro (The Bell Jar), che narra la storia di un tentato suicidio e del seguente, traumatico, processo di guarigione e riabilitazione.
Morì suicida all'età di trentuno anni, ed è nota per il profondo senso di disperazione e malinconia che le sue opere, specialmente le poesie del periodo immediatamente precedente alla morte, trasmettono.
La sua poetica è diretta, sincera, ricca di visioni, immagini, colori. Molte delle sue opere,spesso ispirate alle sue esperienze di vita, affrontano questioni legate ai ruoli femminili nella società, ruoli di madre, moglie, amante rispetto all’universo maschile: per questo è diventata un riferimento del movimento femminista. In realtà, il suo sguardo supera le questioni politiche e contingenti e si rivolge alla sua stessa condizione di essere umano, donna, e alla sua necessità di essere un artista.
Sull'opera
“Tre donne” di Sylvia Plath è un poemetto radiofonico trasmesso per la prima volta dalla BBC il 19 agosto del 1962.
Si tratta di tre monologhi in forma di confessione che si intrecciano nel reparto maternità di un ospedale: esperienze e sensazioni, sentimenti e stati d’animo diversi, vissuti e narrati dalle protagoniste.
E’ un testo poetico, molto complesso, articolato su vari livelli: i viaggi della mente, lo spazio fisico, il dolore, il cambiamento del corpo ed il riappropriarsi dello stesso come se si fosse trattato di un “prestito”, i condizionamenti politici e sociali, la menzogna, la non dipendenza dal maschile, il rapporto con la natura ed il ciclo vitale.
Il poemetto vive del percorso interiore di tre donne di fronte alla gravidanza: tre nuove maschere che non si irrigidiscono in lineamenti stilizzati, ma si sfrangiano in complessità e contraddizioni, riassumendo i paradigmi di tre profili di donna, diverse prospettive, tutte al femminile, da cui guardare la maternità.
La gravidanza è vissuta come evento naturale, come attesa, condanna, sogno, dolore ed il luogo che fa da scenario a questo racconto di vite, pensieri ed emozioni è il reparto maternità di un ospedale. All’interno di questo scenario si muovono la storia personale, i pensieri e i dolori anche fisici delle protagoniste, che con tempi e modi diversi vivono l’incontro con la maternità, compiendo scelte profondamente distanti tra loro.
| < Prec. |
|---|
La Compagnia Teatrale CAT si è formata nel dicembre 2006 dall’incontro di artisti che da tempo lavorano e collaborano nello spazio teatrale ilCAntinonearte Teatri di Montepulciano (SI) per la realizzazione di eventi e attività culturali e di spettacolo, laboratori formativi, attività per le scuole.
I suoi componenti provengono da realtà ed esperienze eterogenee che confluiscono in un lavoro di ricerca artistica sulle possibilità espressive del linguaggio teatrale in un’ottica interdisciplinare, con una particolare attenzione all’immagine video, al movimento danzato e all’uso della vocalità.
La Compagnia, diretta dal regista Claudio Borgoni, attualmente si nutre del lavoro delle attrici Valeria Bassi, Caterina Cidda, Laura Mariottini, del pittore e scenografo Davor Ciglar, dal pittore ed ebanista John Cuevas. Sono attive collaborazioni con lo scrittore e giornalista Lorenzo Misuraca, con il fotografo Amedeo Vitale, con gli attori Maria Grazia Putini e Francesco Oliviero.
La Compagnia Teatrale CAT, assieme a ilCAntinonearte Teatri, dove risiede, fa parte della Rete indipendente di teatri “Libero Circuito”.